Almanacco del Giorno Uguale

Illustrazioni, Varie, Vignette
Lunedrone

primo giorno della settimana, abituato a sentirsi insultare, scherzare, ironizzare in ogni modo. Mo’ ora si vendica: gli altri sei giorni sono uguali a lui! Fine delle brutte battute sul lunedì.
Santo del Giorno: Sant’Inalto. Precocissimo, già a quattro anni viene colto da momenti di estasi duranti i quali si solleva da terra e si aggira sul soffitto dell’asilo nido. Giovine frate, usa predicare a uomini e bestie spostandosi su una nuvoletta e comparendo all’improvviso sulle loro teste. I superiori dell’ordine notano la sua tenacia: ne’ fionde ne’ cerbottane lo abbattono. Viene quindi eletto Priore e con questo ruolo vola di convento in convento controllando la devozione dei confratelli dalle finestre delle cellette. Si dice che sia lui ad aver pilotato la casetta della Madonna da Nazareth a Loreto, tre ore e mezza da casello a casello. Muore incidentalmente colpito dal Boccino d’Oro trovandosi per errore in mezzo a una partita di Quidditch.
Nell’orto. È l’ora della cicoria: riceve dalle 11:00 alle 11:45. Le gelate possono ancora rappresentare un rischio per i cardi: coprite le verze. Ignorate la lattuga, che ha la tendenza drammatizzare ogni cosa.
Detto del Giorno: drone di sera / la vedo un po’ nera.
Non è finita la Comedia. Hüvasti!
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Martedioso
il giorno in cui andavate al bar a fare un gratta e vinci senza alcuna aspettativa, in cui vi dicevate “ok lunedì non ho fatto molto ma oggi mi ci metto”.

Santo del giorno: San Tedio, martire di se stesso. registrava i propri monologhi noiosissimi su calciomercato, cura del vimpelle, discografia di Luca Carboni, poi li riascoltava. Una volta è morto.

Nell’orto: in questo momento dell’anno potete riempire un mastello d’acqua e segarla in parti uguali. Attenzione ai ligustri. Coprite la fava. Ok che siete in casa ma insomma un po’ di decenza.

Detto del giorno: “oggi tanta quarantena / ma dimàn la stessa pena”.

Non è finita la Commedia. Evivva!

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MERCOLLERICO
Era il giorno della spesa di mezza settimana, la roba fresca e il sacchetto di insalata già lavata. In questo giorno rimbalzavate già qualche proposta-invito per il fine settimana, pregustandovi i due di picche belli corposi del sabato.
Santo del giorno: Sant’Iroso della Bile, protettore dei rosiconi, dei risentiti, dei delatori da balcone. Iroso nacque in una famiglia di devoti pellegrini, appena seienne denunciò i genitori che si erano incamminati verso Compostela, allontanandosi da casa più di 500 metri. Morì travolto dalla maratona di New York, imbizzarritasi all’improvviso.
Fasi lunari: sesto quarto calante in do diesis, momento ideale per potare i ravanelli. Capovolgete i porri. Non invitate lontre per il te’ o quantomeno predisponete ciabattine sull’uscio.
Detto del giorno: “A’ Madonna vol Novena / stu viruss a’ Quarantena”.
Non è finita la Comedia. Ajelulla!

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GIOVEDISPERSO
Anche quando non eravamo così disorientati, questo era il giorno del Grande Inceppo. Mentre spulciavamo le prossime ottanta cose da fare, ci accorgevamo di colpo di averne dimenticate duecentocinquanta dei giorni precedenti. Lo stallo poteva durare ore, fino a quando una arietta da fine settimana iniziava a spirare dalle finestrelle dell’agenda.
Santo del giorno: Santa Afasia, fondatrice dell’Ordine delle Disorientate di Quella Là, la mamma di Quell’Altro, il Boss, dai. Si celebra la sua festa in una data scritta da qualche parte su un post-it.
Lavoretti in cucina: il momento ideale per le confetture di frullato di papero. Allineate i vasetti in una madia in ombra e ben asciutta. Ricoprite di calce viva.
Usanze e tradizioni: oggi vestitevi di giallo, ritrovate la ciabatta che avete perso lunedì, orientate il mucchio della roba da lavare in modo che il feng shui interrompa la puzza.
Detto del giorno: “Se l’april ti sembra scarso / ve’ che merda è stato marzo”.
Non è finita la Comedia. Prosit!

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Venergetico
Il periodo di reclusione improvviso ha causato ad alcuni una prima fase di grande disorientamento, a cui ha fatto seguito però un rimbalzo di grande energia e creatività. Io per esempio durante la quarantena ho: ammaestrato sei gamberetti, ridipinto la tromba delle scale più e più volte, scritto duecentotre poesie, disegnato quarantun albi per bambini però con testi in curdo stretto, noleggiato la mia bici a Zorro, cucinato centomilamille torte, aggiunto le rime alle 203 poesie che prima mi ero scordato. Ma sto bene eh, mai stato così bene. Vado a fare un po’ di free climbing nel guardaroba, a dopo.
Santo del giorno: Santa Presenzia da Strasburgo. Nipote del famoso Johann Gutenberg, crebbe negli agi di una famiglia patrizia e mostrò da subito una predisposizione all’eloquio e alla testimonianza. Giovinetta, iniziò a mostrarsi ogni giorno alle 18:00 in piedi sulla fontana centrale del borgo ove, a gran voce, predicava consigli per la cura del viso e su come oliare correttamente le balestre di casa. In seguito prese possesso di alcuni balconi sulla via principale dove, ad orari differenti, si produceva in: esercizi ginnici, cantate di madrigali, posta del cuore. Nel mercato del giovedì si presentava regolarmente a suonare il suo corno da caccia, avendo qualche dissidio con i venditori di animali vivi. Un parente prelato le scrisse allora una breve lettera che recitava: “anche meno!” Ma la generosità mistica della futura santa era ormai incontenibile: cominciò a comparire in diretta sulle pagine di alcuni codici miniati, mentre le campane della cattedrale suonavano da sole le notifiche dei suoi nuovi collegamenti. Presenzia morì misteriosamente precipitando dal loggiato di San Pietro a Roma, da cui avrebbe voluto donare al mondo una lezione di Yoga Kundalini.
Nell’orto: l’ego incontenibile della bietole fa ombra a tutte le altre verdure, mentre tutta questa disponibilità della catalogna è quantomeno sospetta. E dire che prima della quarantena non c’erano mai nemmeno per due chiacchiere. Per fortuna che c’è il cardo, che da solo si prende il caldo di questo aprile (è il più simpatico che ci sia).
Detto del giorno: a caval donato / viene il sospetto / che sia di Troia.
Non è finita la comedia, áfixi!

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Sabbattuto
Il contrario del Venergetici sono i Sabbattuti. All’obbligo di restare in casa sono inizialmente deflagrati come bombe al fosforo, proponendo tutte le loro abilità attraverso finestre, balconi, social, telefoni. Ma non trattandosi di vero desiderio di regalarsi al mondo, in breve si sono ripiegati in un cupo malumore e oscillano come degli zombi senza dei vivi che portino loro un po’ di allegria e di cervello fresco.
Santi del giorno: San Titrovo e San Titracio, monaci benedettini provenienti dalla Serenissima, avevano studiato assieme i fenomeni di bilocazione di Sant’Antonio ed erano considerati fra i maggiori esperti nell’individuare eventi paranormali. Giunta che fu la peste del 1347, i due eruditi crearono un apparecchio per avvisare parenti e vicini della presenza di un nuovo infetto, basato su un complicato sistema di carrucole, secchi e fagiani. I loro insegnamenti furono tramandati dai seguaci che fondarono l’antica Cattedra del Monitore, tutt’ora attiva. È infatti di questi giorni la proposta giunta da questo centro studi, il contributo tutto triveneto di una app in grado di beccare i fessi a rischio contagio che vanno in giro senza precauzioni. Si chiama I MONI e sarà scaricabile a giorni.
Detto del giorno: occhi belli e capelli color grano / ma sotto la mascherina magari c’è un tafàno.
Non è finita la Comedia, sbohem!

700Sabbattuto

Domentica
Ho un sogno. Un sogno dove le pagine della mia agenda planning, quelle bianche di tempo, quelle nere di impegni, vivono assieme in pace. Ho un sogno, dove i bambini si levano contro i cento corsi di sport o di musica che massacrano i loro pomeriggi e gridano che si, i bambini hanno diritto di essere tutti ugualmente annoiati. Sogno un Paese dove le riunioni inutili continuano a non tenersi, dove tanta della paccottiglia che producevamo non ricominci ad essere prodotta. Ho un sogno pieno di cose come queste e voglio sognarlo, finché posso dimenticare quale mondo c’era prima della quarantena e quale ci sarà dopo.
Santa del giorno. Santa Smemorina, Fata. Elevata agli onori degli altari nonostante un passato di sospetti legami con ambienti alchemici e per traffico illegale di zucche e carrozze principesche, Smemorina passò l’ultima parte della sua vita a predicare la dimenticanza, il perdono per gli impegni disattesi, per i ritardi ingiustificati. Adorata in ambienti quali aziende ferroviarie e gestori telefonici, compose le Beatitudini del Distratto e morì in odore di santità quella volta che, volando sul suo aereo ricavato da una melanzana sotto incantesimo, scordò che era ormai mezzanotte.
Equilibiro della mente: questi giorni chiedono molto al nostro autocontrollo. Quando dobbiamo starnutire e ci cola il naso sotto la mascherina, ma siamo al supermercato e non possiamo togliere i guanti, anzi, con i medesimi dobbiamo aprire il sacchetto in cui mettiamo la frutta da pesare, ecco, qui serve ricordare l’esercizio con cui abbiamo imparato a distaccare la mente dal corpo, in modo da fluttuare dimentichi dei bestemmioni che le nostre corde vocali stanno autonomamente fonando.
Detto del giorno: Chi va con lo smemorato / dimentica la fine del
Non è finita la Comedia, agur!

700Domentica

Martesissimo
Dimenticate i paciosi martedì di quando la vostra settimana tracagnotta pian piano s’attivava, dopo lo shock del lunedì. Siamo ai tempi del Martesissimo, poche palle: sopravvive chi estrae più velocemente il dito medio. Oggi niente comprensione e niente comprendonio. L’ultimo sapone disinfettante dello scaffale è il vostro orizzonte. Mors tua, flacone mio.
Santo del giorno: Santa Vanesse Lunga, patrona della gente in fila. Partecipò alla perigliosa Crociata dei Buoni (sconto), XIII secolo, armata del solo carrello per la spesa. Spinta da una fede incrollabile e dall’ardente bisogno di rientrare in tempo per Uomini e Donne, travolse infedeli e indecisi della corsia biscotti/merendine. Ancora oggi viene invocata la sua intercessione nei casi più difficili con offerte (almeno del 30%) davanti alle sue immagini sacre. A lei vengono attribuite le miracolose apparizioni di mascherine in alcune farmacie.
Accadde oggi: riferendoci agli ultimi sei martedì: una minchia di niente.
Prendiamoci cura di noi: in questo momento emergenziale, il governo ha pensato ad una app attraverso la quale potete richiede un intervento speciale per i vostri capelli abbandonati all’incuria. Con apposita prenotazione, il presidente Mattarella in persona verrà a sistemarvi il bulbo, lasciandovi anche una copia della Costituzione.
Detto del Giorno: tanto va la gatta al lardo / che si scorda lo scontrino
Non è finita la Comedia, čoskoro sa uvidíme!

600martesissimo

Merconnesso
Oggi scopriamo l’era della riunione perenne, con questa nuova modalità 2020 ma purtroppo con una rete del 1997. Nei mercoledì del passato ci si interfacciava col collega per un meeting sui bilanci, oggi interfacciamo più e più volte il cranio contro lo schermo del pc per la scarsezza della connessione (quindi ci intercraniamo). Le videoconferenze possono iniziare a qualunque ora della giornata e svolgersi per un tempo che forza vigorosamente le regole che Einstein e Hawking si erano presi la briga di fissare. Per affollamento di partecipanti e durata tendente all’infinito, può capitarvi di connettervi su Zoom con un altro voi stesso che però indossa già gli abiti di domani.
Santo del giorno: San Timoteo Senza Campo. Di umili origini contadine, vive una prima giovinezza facendo il gestore di ovini e bovini, ma un giorno riceve la chiamata divina alla vocazione. Il problema è che sente a tratti e inoltre l’immagine di Iddio è frizzata, per cui Timoteo capisce solo le parole: “quantunque” e “otorongo”. Ma non importa: subito si prostra chiedendo altri segni e chiamando il numero dedicato per le informazioni. Purtroppo la musica di attesa è lo spaventoso jingle di Mina sono qui sono là e dopo quasi sessantasei ore così il ragazzo perde il senno e inizia ad avere visioni mistiche. Da quel momento, per tutta la sua breve vita, si reca ogni mercoledì su una piccola altura e cade in trance, circondato da folle sempre più numerose. Egli sostiene di vedere la Fibra, che è proprio lì davanti!. La gente semplice è con lui, accende lo smarfone e aspetta. Ogni tanto un urlo: “ho cinque tacche!” Ma le autorità restano scettiche, i Santi Gestori non ufficializzeranno mai una effettiva presenza della sacra Fibra su quella collina (ne da nessuna altra parte). Oggi nel sito resta un piccolo ripetitore, fatto a mano dai seguaci, con la scritta: Però Timoteo, che Fibra!”.
Galateo in casa: per mostrarvi in videochat, potete curare ovviamente la parte superiore del vostro abbigliamento ma vi sconsigliamo di trascurare completamente la parte inferiore. Potrebbe capitare che dobbiate alzarvi all’improvviso per un grave inconveniente domestico. Sconsigliamo quindi: giarrettiere abbinate a pantofole, boxer con scontati riferimenti erotici, asciugamano in vita, animali domestici a medio pelo, gonnellino di banane alla Josephine Baker.
Non è finita la Comedia, näkemiin!

700Merconnesso

VeNerd
era il giorno in cui andavi a noleggiare una pila di vhs da Blockbuster, chiedevi ottomila lire per la miscela oppure chiamavi direttamente il servizio 222 di picche col telefono. Insomma, iniziavi una cosa che si chiamava finesettimana.
Santo del Giorno: San Obiuano dei Chenobi. Ancor giovane, partecipò alle guerre stellate dell’Impero, ma un giorno una cicatrice luminosa a forma di fulmine lo colpì sulla strada di Gran Burrone e si convertì. Divenne umile fra gli umili, soccorritore dei poveri disturbati, tipo quelli che ti scrivono “come va?” in un messaggio e non stanno nemmeno a vedere se rispondi, ricomparendo in chat dopo ore ed ore.
La voce degli Astri: le Pleiadi piluccano la coda del Gran Ramarro, orientate il gatto verso Orione. il vostro segno zodiacale transita in seconda casa. Viene fermato e la multa arriva a voi.
Saggezza antica: s’usava appendere una vecchia console Nintendo sull’uscio. Si pensava tenesse lontani gorilla, draghi, fantasmi, stregoni e idraulici baffuti.
Detto del giorno: “ne’ di venere ne’ di marte / ne’ di lune ne’ di giove / ne’ di sabato ne’ de mercoe / e infin manco la domenca”.
Non è finita la Comedia. À bientôt!

800VeNerd

50SFUMATUREDIFLIRT: IL GRANDE VIAGGIATORE

Grafica, Illustrazioni, Vignette
29) IL GRANDE VIAGGIATORE.
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 29-grandeviaggiatore.jpg

Flirtare col Grande Viaggiatore, quello che vive solo per poter continuamente ripartire,  vuol dire garantirsi messaggini da tutti i fusi orari, selfie esotici paragonabili, per unicità, alle cartoline di uno zio capitano di navi del secolo scorso. E parliamo di un flirt ultra-raro, considerando che lo spazio temporale e fisico per avviarlo è estremamente risicato. A una mostra di foto scattate in Lapponia, in agenzia viaggi, magari a una presentazione di Lonely Planet: lui resta nello stesso luogo il tempo di una vidimazione di passaporto, perché se per un verso questo è il modello di seduzione col filo più lungo che c’è, quello che meno può opprimerti o toglierti spazio, per l’altro devi fare i conti con qualcuno che ha una chat in ogni porto e si aspetta di riagganciarvi sempre nella stessa cellula telefonica, ogni volta che torna. Insomma, se vi piace il ruolo di chi ascolta, di chi deve solo assorbire (saggezza, aneddoti, ricette, pratiche erotiche) questo flirt Millemiglia fa per voi. Grande intensità di breve durata, poi fuori dalle palle per lunghi periodi. Avvertenza: non chiedetegli mai “ma realmente, perché viaggi sempre?” Accontentatevi delle sue motivazioni pseudo-filosofiche. Non vi piacerebbe scoprire il tarantolato pieno di nevrosi che sta nascosto nella sala macchine del Grande Viaggiatore. Assecondatelo, siate il suo sereno hub di cambio volo e ne trarrete solo vantaggi.
9 PUNTI.

Facce da Sanremo 2001

Vignette

DJ SALVO MC NOCCHIOLONE
da Sessa Aurunca, presenta la canzone PALEOBABA’

180707_10150093073798227_4384124_nE’ la punta emergente fra in Neomelodolci di Napoli. La sua scheda
artistica comprende tutti i centri sociali della Campania, dove è un
punto di riferimento per il servizio di catering, in particolare per
i dolci da ricevimento nunziale. Pasticciere di notte, artista di
giorno, intrattenitore di sera, bull terrier fra le 14 e le 15,30, si
è fatto notare alla rassegna “Rock e Pastiera” di Forcella, per il
piglio trasgressivo e il rapporto prezzo convenienza. Vincitore nella
sezione “promesse, non sicurezze” a Castrocaro, si presenta prodotto
dal noto chef partenopeo Estero V. Cocuzza.

 

LARALARA DUEPUNTI
da Soresina, presenta la canzone SIAMO BRAVISSIMI

12345La simpatica Laralara deve il suo aspetto nordico e rilassato alla
mamma ismiziana (il babbo e’ cremonese). “Da ragazzina su a nord ho
sempre cantato” dichiara, “in parrocchia, ai saggi scolastici, ai
corsi di nuoto. Per questo ho tanta acqua nei polmoni”. La musica
dunque resta un gioco per Laralara fino a un paio di anni fa, quando,
ad una Grigliata Ismiziana, canta in pubblico una bella canzone
tradizionale del Circolo Polare Artico (“OÖbaloo Nurvikierk”, che
significa, “Quel granchio si annoia, ora ci pensiamo noi”) suscitando
l’interesse di tutti, in particolare di un noto produttore
discografico, presente fra gli invitati. Seconda a Castrocaro nella
sezione “ippocampi”, porta a Sanremo il candore e la schietta
allegria delle sue terre.

 

 

 

 TONY BLESCIA

da Melzo, presenta la canzone SENZA TREMARE

427682_10150557262528227_753581284_nPerchè il mitico bassista e cantante dei <b<polmons< b=””>, il complesso che negli anni ’60 fece impazzire l’Italia, sceglie Sanremo per tornare ad esibirsi in pubblico? Noi non pensiamo che dipenda esclusivamente dalla malattia degenerativa che lo ha colpito da due anni. Tony Blescia è un musicista di razza, come quindici anni di carriera solista hanno dimostrato (dal primo album “Blescismus” del 1973 all’ultimo, in riunion con alcuni ex-Polmons nel 1988: “C’era ancora tanto da dire”).
Tony gode della stima e dell’affetto di molti produttori discografici europei e di tutti gli usurai della lombardia, tanti fans ascoltano ancora devotamente le sue canzoni, le sue tempestose vicende sentimentali con l’intera squadra dell’Atalanta sono ormai lontane nel tempo.

 

 

 

DONNA DIFIORI

presenta la canzone AMORE POTATO

L180482_10150093094473227_3443980_na perugina Donna Difiori è alla sua seconda esperienza all’Ariston e quindi è di diritto nella categoria Piante d’Alto Fusto. Cresciuta nel vivaio musicale del produttore Olmi, sboccia artisticamente nel 1997 con un primo singolo intitolato “Questo timido germoglio”. L’anno seguente, a ridosso della prima partecipazione a Sanremo, la conferma con l’album “Sintesi Clorofilliana”. Oggi, dopo due anni di silenzio, raccoglie i frutti del suo lavoro con una partecipazione piena e matura al Festival dei Fiori. “Il mio brano” ha detto in conferenza stampa “vuole anche essere un omaggio all’artista a cui mi ispiro maggiormente: Fiorella Mannoia”.

 

 

 

 

 

CAESAR CUCCHIAINO
presenta la canzone COSI’ NO NON POTREI PERO’

184785_10150093113883227_6373357_nUn veterano del Festival come Caesar Cucchiaino resta una presenza gradita, in particolare quest’anno in cui festeggia la sua quindicesima esibizione fra le quinte dell’Ariston. L’eterno ragazzino della musica leggera italiana non è mai riuscito a vincere un Sanremo ma le sue canzoni sono nella memoria di tutti, specialmente i grandi successi degli anni cinquanta. Dopo la commovente vicenda del trapianto del pancreas ricevuto dal suo canarino Aiace, dopo la fastidiosa questione delle tasse non versate correttamente (“io i soldi li mettevo in quel porcellino di terracotta. Credevo fosse uguale”), Caesar torna piu’ in forma che mai con un brano scritto a quattro mani con il suo amico di sempre e paroliere Ennio Calò, in arte Strudel.
“Io e Strudel – afferma Cucchiaino – ci divertiamo ancora un sacco assieme: prima facciamo a cuscinate, poi lui si rompe i maroni e va di la’ a scrivere non so bene cosa su un foglio”.

 

 

FAMYA QUARESIMA
presenta la canzone VENIAMOCI INCONTRO

184816_10150093788283227_599967_nE’ una sorpresa piacevole trovare quest’anno a Sanremo la bella
cesenate Famya, in un ruolo che non le è consueto. Tutti la
ricordiamo come valletta di Bonolis in “Bollito di cervice” su Canale
Cinque, o più recentemente come una delle interpreti della sit-com
di Raidue “Ficchiamoci Dappertutto”, dove era la sensuale astronauta
Enrine. Dai suoi esordi a Mediaset (era una delle “Pinzette” nel
varietà “Prevenzione Dentale” del ’97) ad oggi la Quaresima è
dunque notevolmente cresciuta, non sappiamo se naturalmente o se con
l’aiuto di un buon impianto al silicone. Dalle sue dichiarazioni
scopriamo che Famya ha sempre amato cantare e che aveva già provato
ad imporsi con la sola voce all’inizio della carriera, quando nessuno
pareva interessato alle sue corde vocali, bensì al resto del suo
corpo. La scelta del look total naked può apparire un pò sfrontato,
ma la ragazza ha deciso di portare ancora avanti la sua evoluzione
artistica, eppoi tanto Sanremo e’ un troiaio.

 

 

 

SPAGO
presenta la canzone L’ABISSO E LA POSSENZA

184647_10150093808083227_3244911_nSpago è un artista amatissimo nei circoli di critica musicale ma
assolutamente nuovo per il grande pubblico. È al suo primo Sanremo
ma a guardare la massa di premi che si è aggiudicato a soli 23 anni,
c’è di che spaventarsi. Alla scorsa edizione del Festival Tenco s’è
aggiudicato la prestigiosa Sciarpetta d’Oro, premio che viene
assegnato solo una volta ogni sessant’anni e solo se c’è luna nuova.
Bondarciuck ha detto di lui: “se c’è un futuro della canzone
italiana, quello è Spago”. Aveva appena diciotto anni quando la sua
fama arrivò a Parigi assieme al primo singolo “Prolisso e la
Clemenza”: nel giro di pochi mesi si trovò ad esibirsi all’Olympia,
prima di Paolo Conte e subito dopo un’orso giocoliere. Il suo viso
bello, scostante, giovane, polifemico, nervoso, viene ormai
riprodotto su t-shirts in vendita tanto a Camden Town quanto a Porta
Portese. Eppure, in quel suo modo di scrivere canzoni, cosi
avviticchiate su concetti coassiali e nel contempo ipnotiche fino
alla totale destrutturazione del senso, c’è qualcosa di
potenzialmente popolare, popolaresco, addirittura cialtrone. Lo crede
la sua casa discografica, lo crede il suo produttore, lo crediamo noi
che scriviamo e che lo abbiamo amato dopo averlo visto in quella
memorabile, prima esibizione televisiva in diretta da una cassetta
postale.

 

TORNA A  SPECIALE SANREMO / CLARENCE 2001

SPECIALE SANREMO / CLARENCE 2001

Clarence, Vignette

cla-sanremo2001
“Spietate Esecuzioni” é una rubrica sanremese nacque appositamente per il portale Clarence.
Traendo energia dal fastidio causato dai testi delle canzoni presenti al festival, ho provato a vedere che succedeva raffigurando alla lettera quelli particolarmente irritanti.
La cosa ha divertito parecchio tutta la redazione e anche il sottoscritto, sicchè si è ripetuta per un paio di anni. Alcuni brani comunque risultarono totalmente
inillustrabili.

“Facce da Sanremo” non richiede spiegazioni: sono concentrazioni disegnate dei cliché dei cantanti del festival. Quelli da cui disperatamente tentano di fuggire, creandone inevitabilmente di sempre nuovi.

“Spietate Esecuzioni” – Clarence Speciale Sanremo 2001

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“Facce da Sanremo” – Clarence Speciale Sanremo 2001

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