50 CARTE DA FLIRT / pag.4

Grafica, Illustrazioni, Senza categoria

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Grafica, Illustrazioni, Varie

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Sono anch’io fra quelli da sempre affascinati dalle linee di confine. Siano esse lembi di imprecisione che corrono lungo gli universi a cui danno vita artisti, pensatori, siano terre di nessuno dove riusciamo a sfuggire all’occhiaccio interiore, il Mordor delle regole e dei sensi di colpa a cui tutti sottostiamo. Salendo ad un livello più superficiale ma non troppo, vi inviterei ad affacciarvi con me a quella veranda colorata e piena di voci che è il “flirt”. Questo luogo di colpevole innocenza, visto male da tanti ma in realtà doccia benefica per l’ego di tutti, talvolta anticamera di rapporti più stabili. Quando e perché ci si attiva come flirtatori, più o meno seriali, più o meno consapevoli dei rischi che è possibile correre, non sono in grado di trattarlo in questo modesto commento. Quello che in realtà incuriosisce me, umòt in età, disegnatore, è dove scivolano via le ragazze, le donne, a pattinare sul ghiaccio.
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Ammettiamolo, noi signori: dopo un ciclo di tre, cinque anni, le nostre compagne, fidanzate o che altro, ne hanno una borsa e una sporta piene di noi. Diventati perfettamente tridimensionali, con tutti i difetti, intolleranze, pigrizie in bella vista ma purtroppo bidimensionali nel sesso e nelle emozioni, siamo pronti per la di-scarica. Fortunatamente per noi non sempre le nostre donne se la sentono di differenziarci nell’apposito cassonetto. Si trattengono, pure loro schiave di Mordor o del suo luogotenente (la madre impiantata in testa o piantata nel soggiorno, un giorno si e uno no). I figli. Le amiche. Ecco quindi il Flirt, surrogato di ben più corpose libertà, dove la quota di ipocrisia e menzogna che va messa in campo non verrebbe rilevato nemmeno dalla scientifica. Certamente ognuno metterà la sua asticella (evitate qui i facili doppi sensi) all’altezza che ritiene, al massimo a cui pensa di arrivare. Nella Veranda del Flirt, Moulin de la Galette della quasi-infedeltà, ognuno allunga le mani, gli occhi, il cuore fin dove crede o può. In fondo è un gioco ordinato, si può partecipare e smettere quando si crede…14_600quelloacuipensate.jpg
Dedico una sequenza di disegni, diciamo cinquanta, a questo confine amato da tutti, con buffonesca ironia, specificamente ai tipi maschili in cui vi siete imbattute o vi potreste imbattere, voi dirimpettaie delle nostre stesse passioni. Cinquanta carte da gioco, cinquanta santini. Gli ho messo un punteggio a seconda di quanto mi sembra arduo avere a che fare col soggetto rappresentato. Potete raccoglierle, sommare le cifre, valutare il vostro carnet.
Magari, alla fine, a secondo del vostro punteggio potrei fornire il vostro profilo di “Flirtatrice
.

Vediamo se vi piace, se vi fa interagire fra voi e con me.

Ready? Steady? FLIRT!

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Una Biennale Diminuita

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Una mostra di Realtà Diminuita presso Reedo lab, via Bertola 86 a Rimini, in ambito Biennale Disegno Rimini / Circuito Open, dal 20 aprile al 15 luglio 2018.

 

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REALTÀ DIMINUITA AL REEDO LAB
GALLERY

 

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Clarence

MUSEO COMUNALE DI CLARENCE CITY
“Pippo Labombarda”

p.zza Clarence 2, angolo Main Street

Museo Comunale di Clarence City "Pippo Labombarda"
Il Museo Comunale
e’ una recente conquista della comunità,  fortemente voluta dal sindaco George Bailey, che da parecchi anni collezionava oggetti e documenti riguardanti la storia di Clarence City (gia’ Bedford Falls) accatastandoli in una stanza del Municipio.
Nel 1998 il comune riesce ad acquisire la Palazzina Pippofrio, appartenuta ad un membro dell’omonima famiglia di industriali. Lo stabile, collegato al palazzo municipale da uno stretto soprapasso, e’ praticamente parte del complesso e risale alla seconda parte del ‘700, anche se e’ stato pesantemente rimaneggiato all’inizio del ‘900. Dopo una serie di restauri, il nuovo museo e’ stato inaugurato il 15 ottobre 2000, in occasione del quarto anno della presenza di Clarence City sul web.
I Primi reperti disponibili al pubblico riguardano tutti le origini del sito Clarence, cosi’ come e’ previsto nello statuto dell’ente. Ma le sale del centro saranno a disposizione anche di mostre e iniziative varie, anche su proposta dei cittadini. Il museo e’ dedicato a Pippo Labombarda, un caro amico dei fondatori di Clarence, scomparso tragicamente a Milano nel 1997.

Una immagine del Museo Pippo Labombarda,
fra l’albergo Oblomov e il Palazzo Comunale

 

CLARENCE

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