Mai dire mai troppo tardi

festival ecc..., Varie

Schermata 2019-09-26 alle 12.11.14

La mia liaison heureuse con il Biografilm Festival di Bologna, nel 2010 si declina nella forma di un disegnatore che dice due parole sul maestro Alberto Manzi, permanente nei ricordi da bambino, quando lo vedeva baluginare sulla tv in bianco e nero.

Conduceva l’incontro Patrizio Roversi, c’erano Alessandra Falconi, Roberto Farnè, Roberto Franchini, Sonia Boni Manzi e altre notevoli presenze.
Davvero due parole le mie. Questi i mie appunti di quel momento emozionato.

800biografilm-su_Manzi2010Disegnava rapido e denso, paesaggi un po’ vuoti, metafisici, omini sperduti. 

Tenendo conto della velocità con cui doveva realizzare i disegni, potremmo dire che c’è qualcosa della grafica di Buzzati, a volte dell’umorismo tenero di Peynet.

E’ curioso cogliere anche qualche similitudine con gli schizzi che Gianni Rodari, quasi suo coetaneo, faceva privatamente. Disegni molto belli, forse influenzati da quelli che il grande Bruno Munari realizzò per i suoi libri, ma che forse sarebbero stati all’altezza della pubblicazione a corredo dei suoi testi.

Gli schizzi se li inventò per vivacizzare la trasmissione. “Se parlo per 20 minuti li addormento“. Meglio disegni, che all’inizio non si capisca di che si tratta, chema che catturino l’attenzione di chi vuol vedere alla fine cosa esce fuori.

Una primissima interattività: il disegno veniva condiviso su una lavagna, con un  gessetto, rapidamente e tutti i follower analfabeti, dai 2000 punti di ascolto sparsi per l’Italia, restavano rapiti.

Mare pino casa nave” le prime parole calligrafate sul foglio bianco, “voi non sapete decifrare questi segni, eppure vogliono dire queste cose“, e la mano rapida col gessetto nero disegnò un mare, un pino, una casa, una nave, “e noi impareremo a capire le parole come capiamo i disegni“. Quel gessetto nero grasso era un disastro per i polsini. Manzi riceveva dalla Rai duemila lire di “indennità camicia” ogni puntata. Unico pagamento, perché “come maestro prendevo già uno stipendio dallo Stato“.

schermata-2019-09-26-alle-12.07.10.png

Gianni Rodari: gli errori non sono nelle parole ma nelle cose  – generazione degli anni ’20

Don Milani: la costruzione di una Italia Civile

il sogno degli anni ’60, l’ignoranza è nemica di tutto, costruire nei bambini la voglia di conoscere. Costruire una tensione cognitiva.

nei romanzi per ragazzi c’è un riscatto che passa per il conoscerci, riconoscerci, alfabetizzarci

si rifiutava di scrivere i giudizi. Il timbro che si fece fare e che usava al posto dei voti: “fa quel che può, quel che non può non fa

Siamo qui per imparare a leggere, ma anche a conoscere noi stessi e il mondo“,(l’esordio nella prima trasmissione)

Su Rai Play c’è un ciclo di sei  brevi puntate su Alberto Manzi. Molto belle, vanno viste. Grazie a chi le ha realizzate e a Marianna Balducci che ce le ha fatte ritrovare.

Book covers

Grafica, Illustrazioni, Senza categoria

40k: una collana di eBook

Grafica, Illustrazioni

Per 40k ho avuto la possibilità di pensare a tutta la grafica, dal logo della collana a ogni singola copertina. Dovermi confrontare con un nuovo concetto di cover, quindi con le peculiarità dell’editoria digitale, con le esigenze “spaziali” e interattive della Rete, con diverse esigenze di visibilità, è stato estremamente stimolante.
Creata da DigitPub e diretta da Giuseppe Granieri, docente di Social media all’Università di Urbino e collaboratore di La Stampa e L’espresso. Saggi brevi di circa 40 mila battute con prezzi minimi: dai 2,90 ai 3,90 euro, disponibili contemporaneamente in diverse lingue: italiano, inglese, francese, portoghese e presto anche spagnolo. Distribuito da Bookrepublic.

50sfumaturediflirt

Grafica, Illustrazioni, Varie

> GUARDA LE 50 CARTE DA FLIRT <

50carte_scherm_picc7

Sono anch’io fra quelli da sempre affascinati dalle linee di confine. Siano esse lembi di imprecisione che corrono lungo gli universi a cui danno vita artisti, pensatori, siano terre di nessuno dove riusciamo a sfuggire all’occhiaccio interiore, il Mordor delle regole e dei sensi di colpa a cui tutti sottostiamo. Salendo ad un livello più superficiale ma non troppo, vi inviterei ad affacciarvi con me a quella veranda colorata e piena di voci che è il “flirt”. Questo luogo di colpevole innocenza, visto male da tanti ma in realtà doccia benefica per l’ego di tutti, talvolta anticamera di rapporti più stabili. Quando e perché ci si attiva come flirtatori, più o meno seriali, più o meno consapevoli dei rischi che è possibile correre, non sono in grado di trattarlo in questo modesto commento. Quello che in realtà incuriosisce me, umòt in età, disegnatore, è dove scivolano via le ragazze, le donne, a pattinare sul ghiaccio.
50CARTE_Scherm_picc13
Ammettiamolo, noi signori: dopo un ciclo di tre, cinque anni, le nostre compagne, fidanzate o che altro, ne hanno una borsa e una sporta piene di noi. Diventati perfettamente tridimensionali, con tutti i difetti, intolleranze, pigrizie in bella vista ma purtroppo bidimensionali nel sesso e nelle emozioni, siamo pronti per la di-scarica. Fortunatamente per noi non sempre le nostre donne se la sentono di differenziarci nell’apposito cassonetto. Si trattengono, pure loro schiave di Mordor o del suo luogotenente (la madre impiantata in testa o piantata nel soggiorno, un giorno si e uno no). I figli. Le amiche. Ecco quindi il Flirt, surrogato di ben più corpose libertà, dove la quota di ipocrisia e menzogna che va messa in campo non verrebbe rilevato nemmeno dalla scientifica. Certamente ognuno metterà la sua asticella (evitate qui i facili doppi sensi) all’altezza che ritiene, al massimo a cui pensa di arrivare. Nella Veranda del Flirt, Moulin de la Galette della quasi-infedeltà, ognuno allunga le mani, gli occhi, il cuore fin dove crede o può. In fondo è un gioco ordinato, si può partecipare e smettere quando si crede…50CARTE_Scherm_picc15
Dedico una sequenza di disegni, diciamo cinquanta, a questo confine amato da tutti, con buffonesca ironia, specificamente ai tipi maschili in cui vi siete imbattute o vi potreste imbattere, voi dirimpettaie delle nostre stesse passioni. Cinquanta carte da gioco, cinquanta santini. Gli ho messo un punteggio a seconda di quanto mi sembra arduo avere a che fare col soggetto rappresentato. Potete raccoglierle, sommare le cifre, valutare il vostro carnet.
Magari, alla fine, a secondo del vostro punteggio potrei fornire il vostro profilo di “Flirtatrice
.

Vediamo se vi piace, se vi fa interagire fra voi e con me.

Ready? Steady? FLIRT!

> SFOGLIA LE 50 CARTE DA FLIRT <

50sfm_bannerfb

 

Una Biennale Diminuita

Senza categoria

Una mostra di Realtà Diminuita presso Reedo lab, via Bertola 86 a Rimini, in ambito Biennale Disegno Rimini / Circuito Open, dal 20 aprile al 15 luglio 2018.

 

1000intervistafrizzi_miagrafica

REALTÀ DIMINUITA AL REEDO LAB
GALLERY

 

1000LocandinaBiDiRi18IMG_7139IMG_2066   IMG_0251IMG_2069900Cri-e-RobDIMINUIAMOLA_BannerFB

IMG_2083IMG_2094

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#disegnigrassilli #exhibition #illustration #handmade #myrimini #biennaledisegnorimini Biennale Disegno Rimini​ | Circuito Open 2018 #LaRealtàDiminuita