50 carte da Flirt

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Grafica, Illustrazioni, Varie

50carte_scherm_picc2Sono anch’io fra quelli da sempre affascinati dalle linee di confine. Siano esse lembi di imprecisione che corrono lungo gli universi a cui danno vita artisti, pensatori, siano terre di nessuno dove riusciamo a sfuggire all’occhiaccio interiore, il Mordor delle regole e dei sensi di colpa a cui tutti sottostiamo. Salendo ad un livello più superficiale ma non troppo, vi inviterei ad affacciarvi con me a quella veranda colorata e piena di voci che è il “flirt”. Questo luogo di colpevole innocenza, visto male da tanti ma in realtà doccia benefica per l’ego di tutti, talvolta anticamera di rapporti più stabili. Quando e perché ci si attiva come flirtatori, più o meno seriali, più o meno consapevoli dei rischi che è possibile correre, non sono in grado di trattarlo in questo modesto commento. Quello che in realtà incuriosisce me, umòt in età, disegnatore, è dove scivolano via le ragazze, le donne, a pattinare sul ghiaccio.
Ammettiamolo, noi signori: dopo un ciclo di tre, cinque anni, le nostre compagne, fidanzate o che altro, ne hanno una borsa e una sporta piene di noi. Diventati perfettamente tridimensionali, con tutti i difetti, intolleranze, pigrizie in bella vista ma purtroppo bidimensionali nel sesso e nelle emozioni, siamo pronti per la di-scarica. Fortunatamente per noi non sempre le nostre donne se la sentono di differenziarci nell’apposito cassonetto. Si trattengono, pure loro schiave di Mordor o del suo luogotenente (la madre impiantata in testa o piantata nel soggiorno, un giorno si e uno no). I figli. Le amiche. Ecco quindi il Flirt, surrogato di ben più corpose libertà, dove la quota di ipocrisia e menzogna che va messa in campo non verrebbe rilevato nemmeno dalla scientifica. Certamente ognuno metterà la sua asticella (evitate qui i facili doppi sensi) all’altezza che ritiene, al massimo a cui pensa di arrivare. Nella Veranda del Flirt, Moulin de la Galette della quasi-infedeltà, ognuno allunga le mani, gli occhi, il cuore fin dove crede o può. In fondo è un gioco ordinato, si può partecipare e smettere quando si crede…
Dedico una sequenza di disegni, diciamo cinquanta, a questo confine amato da tutti, con buffonesca ironia, specificamente ai tipi maschili in cui vi siete imbattute o vi potreste imbattere, voi dirimpettaie delle nostre stesse passioni. Cinquanta carte da gioco, cinquanta santini. Gli ho messo un punteggio a seconda di quanto mi sembra arduo avere a che fare col soggetto rappresentato. Potete raccoglierle, sommare le cifre, valutare il vostro carnet.
Magari, alla fine, a secondo del vostro punteggio potrei fornire il vostro profilo di “Flirtatrice”.

Vediamo se vi piace, se vi fa interagire fra voi e con me.

Ready? Steady? FLIRT!

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Una Biennale Diminuita

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Una mostra di Realtà Diminuita presso Reedo lab, via Bertola 86 a Rimini, in ambito Biennale Disegno Rimini / Circuito Open, dal 20 aprile al 15 luglio 2018.

 

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REALTÀ DIMINUITA AL REEDO LAB
GALLERY

 

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#disegnigrassilli #exhibition #illustration #handmade #myrimini #biennaledisegnorimini Biennale Disegno Rimini​ | Circuito Open 2018 #LaRealtàDiminuita

Clarence

MUSEO COMUNALE DI CLARENCE CITY
“Pippo Labombarda”

p.zza Clarence 2, angolo Main Street

Museo Comunale di Clarence City "Pippo Labombarda"
Il Museo Comunale
e’ una recente conquista della comunità,  fortemente voluta dal sindaco George Bailey, che da parecchi anni collezionava oggetti e documenti riguardanti la storia di Clarence City (gia’ Bedford Falls) accatastandoli in una stanza del Municipio.
Nel 1998 il comune riesce ad acquisire la Palazzina Pippofrio, appartenuta ad un membro dell’omonima famiglia di industriali. Lo stabile, collegato al palazzo municipale da uno stretto soprapasso, e’ praticamente parte del complesso e risale alla seconda parte del ‘700, anche se e’ stato pesantemente rimaneggiato all’inizio del ‘900. Dopo una serie di restauri, il nuovo museo e’ stato inaugurato il 15 ottobre 2000, in occasione del quarto anno della presenza di Clarence City sul web.
I Primi reperti disponibili al pubblico riguardano tutti le origini del sito Clarence, cosi’ come e’ previsto nello statuto dell’ente. Ma le sale del centro saranno a disposizione anche di mostre e iniziative varie, anche su proposta dei cittadini. Il museo e’ dedicato a Pippo Labombarda, un caro amico dei fondatori di Clarence, scomparso tragicamente a Milano nel 1997.

Una immagine del Museo Pippo Labombarda,
fra l’albergo Oblomov e il Palazzo Comunale

 

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BRAVI MA BASTA

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______BRAVI MA BASTA__album, 1988____

RIVER NILE RECORDS – A SUBSIDIARY OF ALA BIANCA Music Publishing & Productions
Fabbricato e distribuito dalla EMI Italiana SpA  Made in Italy

• JohnWayne
 I Peggiori
• Aspetterò
• Cacca cacca (ma ve lo dico)
• Drole de Guerre
• Sussidiario (crescentina rap)
• Maledetta Domenica
• Atollo K
• Zazzera
• Addio vecchia stufa
• Spazzate & Sassatelli

Da venerdì 8 a venerdì 15 aprile 1988 LMT sono/vivono ai Planet Sound Studios di Firenze (Certosa), dove registrano "BRAVI MA BASTA", 1° L.P. prodotto da LMT + Giancarlo Passarella + Planet Sound Crew. Produttore Artistico Tim Driver, ai suoni Stefano Lugli. Ospite al pianoforte: Paul Serry dei Party Kidz.
Trasporti curati da Brian Feboconti, 
catering di Alda Driver.

Bob Rodiatoce: chitarre, voce, cori
Phil Anka: voce, cori, armonica
Ted Nylon: voce, cori
Ronnie…

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Lo Scaraffo Holliday

Clarence, Illustrazioni

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Questa anomala evoluzione della Suppella Longipalpa é il primo caso di blattoide incapace di trasmettere malattie batteriche o virali. Non che non lo farebbe volentieri.
Il suo problema sta nell’essere cresciuto in uno dei quartieri più infettivi del mondo virtuale, ovvero Pottersville. In questo particolare ambiente, gli agenti patogeni tipici dello scarafaggio (streptococchi, stafilococchi, virus, funghi, clostridi e salmonelle, protozoi e vermi intestinali) già nei primi giorni di vita dell’insetto, si ammalano loro stessi di forme virulente che esistono solo in questo rione e che non sono ancora state classificate. Le malattie dello scaraffo muoiono quindi fra atroci tormenti lasciando il nostro esemplare libero di crescere sano e robusto. E grazie alle immondizie e alle abitudini alimentari degli abitanti di Pottersville, la blatta cresce veramente tanto: l’esemplare medio arriva generalmente al metro e ottantacinque. Lo scaraffo tenta comunque di comportarsi come l’istinto della sua specie gli suggerisce: dapprima tenta di nascondersi dietro il rivestimento delle pareti, negli stipiti, nei motori elettrici e nelle prese di corrente, nelle macchine del caffé, prediligendo tutti gli ambienti caldo umidi. Preso atto delle oggettive difficoltà dovute alla sua stazza, l’insetto la pianta di fare figure da cretino e si iscrive a qualche corso per body-guard. Nella seconda parte della sua esistenza l’habitat naturale dello Scaraffo di Pottersville diventa quindi il pub, dove passa tutta la giornata senza consumare un granché. Qualche gestore di locale pubblico finisce per farseli amici, in modo da impiegarli come servizio d’ordine soprattutto nelle sere del week-end.
L’insetto di riproduce un paio di volte durante il ciclo vitale, solitamente sui sedili posteriori di una stationwagon. Le uova dello scaraffo vengono subito perse in consegna da assistenti sociali di Clarence City, rassegnati a questa ciclica calamità.
Si conosce un solo caso di Scaraffo di Pottersville colto, tale Andrew G. Farnthworth, che venne adottato da Mr. Henry Potter e sucessivamente divenne il suo avvocato di fiducia.

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